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Viaggio in Lunigiana alla scoperta del gusto

Immaginando di viaggiare con le ali della fantasia, ci alziamo in volo e dalla nostra Emilia saliamo e superiamo le creste Appenniniche e ci dirigiamo in una terra che è al confine fra Toscana Emilia e Liguria: la Lunigiana.

Come rotta seguiamo quella striscia argentata che i nostri camper sono spesso abituati a solcare nei nostri viaggi, dalla pianura al Mare Tirreno. Il nostro volo superate le cime spesso abbracciate dalle nuvole, dolcemente scende sopra boschi di castagni, e ad ali spiegate, cullati dalle correnti marine, ammiriamo le cime lontane delle Apuane, levselve di boschi della Garfagnana, la dolce discesa del Fiume Magra che con le sue limpide acque sfocia laggiù nel mare.

Piccoli paesini e cittadine, disseminate nella vallata, sono bolle di colore su cui sparsi troneggiano manieri, castelli e pievi. Tutto testimonia che qui più che altrove si sono intrecciate civiltà e culture.

Se anche voi come noi nei vostri viaggi amate ascoltare la musicalità dei dialetti altrui e delle lingue, sorvolando questa terra potrete ascoltare voci che hanno influenze emiliane, toscane e perfino genovesi a dimostrazione degli intrecci culturali di questa terra.

La Lunigiana e i prodotti dell’enogastronomia

Siamo in Lunigiana, nome dato da Luni antica e misteriosa città, oggi divenuta meta turistica e atterriamo a Pontremoli per andare alla scoperta di gusti e profumi.

E in questa terra dove anche il dialetto risente di diversi intrecci, la cucina come sarà?

Nel nostro viaggio in Lunigiana, in questo angolo di confine, fra boschi, vette e mare, la pastorizia e l’agricoltura di montagna fin dall’antichità erano le principali attività e perciò troviamo:

Formaggi come la caciotta e il pecorino della Lunigiana, molto particolari nei profumi e nel sapore.

Viaggio in Lunigiana
@Gazzettadellaspezia Mortadella della Lunigiana

Salumi dalla forma particolare ad U chiamata Mortadella della Lunigiana, o il Filetto simile alla coppa ma diverso nella lavorazione.

Le patate che qui in alcune zone vengono coltivate fino a 1500 mt. di altitudine e i fagioli della Lunigiana famosi già nel Medioevo.

Il miele che ha produzioni DOP nel miele di acacia e castagno. La castagna che è una presenza fondamentale grazie ai fitti boschi e che ne ha fatto un’ingrediente base, assieme alle patate di molteplici piatti o del pane, la cui importanza è riconosciuta anche da Slow Food. In Lunigiana infatti svariata è la produzione di Pani a seconda della ricetta tipica di un paesino e del suo ingrediente principale, ed esiste perfino la “Via dei Pani delle Apuane”.

Non può certo mancare il vino in questo elenco. In alcune colline della Lunigiana, sono sempre stati vitigni autoctoni per lo più per uso ad uso familiare. Ora sono stati recuperati e ne sono nati vini particolarmente profumati, leggermente aspri come questa difficile terra.

A proposito di vini ti invitiamo a leggere di un’azienda che siamo andate a trovare.

Azienda Vitivinicola Podere Fedespina

Le specialità tipiche

Il nostro breve viaggio in questa splendida zona prosegue alla scoperta di alcune delle molteplici golosità che a più riprese abbiamo degustato e che è sempre un piacere tornare ad apprezzare.

  • Testaroli
  • Panigacci
  • Focaccette di Aulla
  • Amor

Le pietanze sopra indicate sono protagoniste assolute delle specialità della Lunigiana,e hanno origini antichissime. Sono tutte cotte al forno e in recipienti unici e particolari.  Proprio il forno è l’altro “attrezzo” tipico di questa cucina; chi possedeva un forno, spesso all’aperto lo utilizzava per la cottura delle pietanze della comunità e vi si ardeva legna e fogliame secco di castagne. Da qui profumi unici che diventano un tutt’uno con il piatto in esso cucinato. Ed uno dei contenitori dove ogni famiglia cucinava la propria pietanza è il testo. Anticamente fatto in argilla impastata, alla cui delicatezza si è sostituita la ghisa è composto di due parti: il testo sottano, una teglia rotonda con due manici, e il testo soprano, un coperchio a forma di cupola con una maniglia sulla cima.

Lunigiana il Testo
il Testo tipico della Lunigiana

Il testo deve prima scaldato ed immerso proprio nella legna quasi fino a diventare incandescente. A questo punto è pronto per essere utilizzato per la cottura delle pietanze. In questo recipiente vengono cotti piatti come appunto i Testaroli, la Pattona, le torte d’erbi o le carni.

  • I Testaroli sono fatti con acqua, farina e sale. La pastella che si ottiene va versata nel testo riscaldato fino a quando non si raggiunge uno spessore di mezzo centimetro, dopodichè, una volta messo il coperchio si lascia cuocere per 9-10 minuti. Va lasciato raffreddare tagliato a losanghe e per consumarlo, va sbollentato velocemente in acqua salata e condito preferibilmente con pesto alla genovese o con olio d’oliva della Lunigiana e Parmigiano Reggiano. Il Testarolo artigianale di Pontremoli è presidio Slow Food.
  • I Panigacci sono un vero e proprio tesoro di Podenzana e hanno reso famoso questo piccolo paese della Lunigiana in quasi tutta Italia. Sono un impasto di acqua e farina  che forma una densa pastella esattamente come i Testaroli. Tuttavia vengono cotti in testi di forma più piccola e rigorosamente fatti in terracotta.
Panigacci Lunigiana
cottura panigacci credits visitlunigiana

Anch’essi come i testi possono essere mangiati sbollentati e conditi con sugo ai funghi o pesto alla genovese; ma a nostro avviso sono ottimi mangiati caldi appena cotti nei testi, con i salumi e formaggi tipici della zona di cui ne esaltano il sapore.

Un tipico luogo dove assaggiarli è Da Gambin a Podenzana, ma la location è molto difficile per arrivare in camper.

  • Le Focaccette di Aulla altro prodotto molto simile ai panigacci preparati con i medesimi ingredienti oltre al lievito formando pagnotte come il pane.  Della pasta lievitata se ne preleva una parte schiacciandola fino ad avere dischi dello spessore di circa 1 centimetro, adatti al diametro del testo. Si riempiono così tutti i testi bollenti fino ad esaurimento dell’impasto e si impilano. Si rimettere la pila sul fuoco e completare la cottura. Servire calde con formaggio o salumi freschi. Qualcuno afferma che derivano dalle tigelle modenesi, a ricordare l’influenza di altre terre e culture.
  • Una nota dolce è data dagli Amor che hanno una storia particolare. In questo lembo di Toscana, come è accaduto anche nel Mantovano e poi nel Parmense, molteplici pasticceri svizzeri emigrarono nella seconda metà del 1800 dal Cantone dei Grigioni per stabilirsi in queste zone e proporre le proprie specialità dolciarie. E proprio gli Amor sono diventati famosissimi, la cui ricetta segreta per quanto riguarda il wafer, è rappresentata da due singolari sfoglie di wafer con nel mezzo, una gustosissima crema. Una bontà davvero unica e quantomai calorica, che tuttavia va assaggiata almeno una volta!

Conclusioni

Il viaggio in questo lembo di terra di confine potrebbe continuare fra la natura, la cultura i numerosi castelli e borghi e anzi invitiamo a leggere anche il nostro articolo sul Castello del Terziere ed il video che abbiamo girato durante la nostra visita. Noi qui abbiamo appena sfiorato uno dei tantissimi motivi per cui vale la pena visitare la Lunigiana, e appena potremo ritornare a viaggiare sicuramente torneremo per proporre altri itinerari ed altri motivi di visita.

Soste camper

Per poter visitare la zona non ci sono molte aree attrezzate per i camper, ma parcheggi ne trovate diversi.

A Pontremoli suggeriamo il Parcheggio di Via Chiosi a fianco del Ponte della Chiosa porta d’entrata al centro storico.

A Bagnone potete parcheggiare nel parcheggio del centro sportivo; altra possibilità è a Casola in Lunigiana dove trovate un’area sosta a pagamento. Come semplice sosta indichiamo anche il parcheggio presso la Pieve di Sorano dove vi è anche piccola area pic nic.

Altra sosta per chi possiede la nostra tessere può essere effettuata press Podere Fedespina a Mulazzo.

A Fosdinovo, c’è un’area sosta camper gratuita proprio sotto il borgo e a poca distanza l’area con carico/scarico acqua.

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