dove mangiare a parma

La tradizione di San Giovanni in Emilia

La tradizione di San Giovanni in Emilia ha una data ben precisa e si tratta della notte del 23 Giugno. La notte delle streghe.

Non riguarda solo Parma ma anche a Reggio Emilia e nel piacentino è usanza celebrare questa festa, perchè alla fine di questo si tratta.

Ti starai chiedendo cosa ha di particolare da festeggiare questa nottata?

  • E’ nota per essere la notte del tortello (in dialetto parmigiano si scrive La rozäda äd san Zvan) (La rugiada di S.Giovanni)

Spieghiamo la rugiada e il tortello …..

Una usanza molto diffusa era quella della raccolta delle erbe di San Giovanni: si diceva che in questa notte e bagnate dalla rugiada moltissime erbe avessero funzioni farmacologiche, ma non solo: un proverbio romagnolo dice “la guaza ‘d San Zvàn la guarès ogni malàn” (la rugiada di San Giovanni guarisce tutti i mali).

Si riteneva addirittura che chiunque si bagnasse con la rugiada durante questa magica notte si dotava di una barriera in grado di difendere da ogni tipo di acciacco o malanno.

Alcune erbe erano ad esempio

  1. l’iperico dai fiori gialli per proteggersi dalle sventure
  2. l’artemisia contro il malocchio
  3. la meta bagnata come garanzia per una lunga vita
  4. la salvia per proteggersi dalle creature malvagie
  5. il semplice rosmarino che, raccolto e appeso davanti alla porta di casa teneva lontano diavoli e streghe.
  • Inoltre, con queste piante era possibile fare l’”acqua di San Giovanni”; se raccolte nella notte fra il 23 e il 24 giugno, messe in una mastella colma d’acqua e lasciato fuori casa per tutta la notte aveva il potere di aumentare la bellezza e preservare dalle malattie.

Mentre allo stesso tempo poteva difendere dal malocchio, l’invidia e le fatture, soprattutto quelle pronunciate contro i bambini.

Insomma, un vero e proprio rito non solo per avere bellezza ma anche per le proprie fortune: infatti la tradizione vuole che si deve cogliere un ramo di felce e tenerlo in casa per aumentare i propri guadagni.

Allo stesso scopo si deve comprare l’aglio perché: “Chi non compra l’aglio di San Giovanni, sarà poveretto tutto l’anno!”

In breve: una notte magica, da vivere rigorosamente all’aperto e in compagnia, dove tante suggestioni si intrecciano e dove si ritrova lo spirito più genuino della città.

La tradizione

Ecco perchè la tradizione vuole che per festeggiare la popolazione ci si riversa nelle piazze e nelle vie della città oltre che negli spiazzi della campagna e che siano state consumate grandi quantità di tortelli d’erbetta fumanti.

Leggenda o realtà? Poco importa: sta di fatto che questo piatto è ancora oggi uno dei simboli della gastronomia parmigiana.

Voi provare a fare i tortelli di erbetta?

Ingredienti per 4/5 persone:

  • 7 etti delle comuni erbette (bietole da orto).
  • 300 g di ricotta.
  • 80 g di burro.
  • 2 etti di Parmigiano Reggiano grattugiato.
  • 4 uova.
  • un pizzico di noce moscata.
  • 500 g di farina 0 e sale q.b.

Preparazione per la sfoglia:

Per ottenere un impasto compatto la si prepara con farina, tre uova, acqua e sale a piacimento. Tirare la sfoglia (non troppo sottile).

Preparazione per il ripieno:

Laviamo le erbette che devono essere obbligatoriamente fresche e separiamo le coste bianche dalle erbette. Dopo averne levate le coste, si fanno bollire le erbette. Le scoliamo per bene, (ideale sarebbe cuocerle la sera prima, in modo che per la notte rimangano a scolare), le sminuzziamo e le impastiamo con la ricotta, aggiungiamo circa 30 g di burro, il parmigiano e un pizzico di noce moscata. Dobbiamo ottenere un impasto consistente.

La preparazione dei tortelli:

La sfoglia deve avere una misura attorno ai 7 cm e il ripieno va disposto al centro dei quadrati. Ripieghiamo la pasta sopra al ripieno in modo da formare un rettangolo. Premiamo lungo i bordi dell’impasto affinchè si attacchino bene. Mettiamo a bollire abbondante acqua salata e (consigliamo una lacrima di olio affinchè non si attacchi la sfoglia) cuociamo per 16/17 minuti. Li scoliamo con la schiumarola e li disponiamo in un contenitore. Sciogliamo il burro avanzato nei tortelli e spolveriamo di Parmigiano.

Un’antica tradizione vuole i tortelli d’erbetta Lóngh col so cóvvi, tgnìss sènsa vansàj, foghè in-t-al butér e sughè col formaj. Lunghi con le loro code (molta pasta e poco ripieno), poco cotto che non ne avanza, affogati nel burro, asciugati col formaggio. (è un detto sarcastico, il cui significato è … saranno anche fatti o cotti male ma non ne sono avanzati ….

Il nocino

Un altra tradizione ancora oggi molto sentita  nelle notte di San Giovanni è il nocino.

Questo liquore si prepara con le noci verdi, non ancora mature: infatti vanno raccolte proprio la notte di San Giovanni perchè si narra che essendo bagnate dalla benefica rugiada e possibilmente da mani femminili siano di buon auspicio per la riuscita del nocino.

La ricetta vuole che siano lasciate poi in infusione in alcool puro, zucchero e altri ingredienti diventando così un liquore forte, aromatico, ideale come fine pasto.

Moltissime sono le iniziative legate a questa tradizione, quindi feste di paese o più semplicemente cene conviviali a casa di amici e possibilmente nelle aie delle case coloniche di campagna.

 

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