La tradizione di San Giovanni

La tradizione di San Giovanni

La tradizione di San Giovanni ha una data ben precisa: la notte del 23 Giugno. Una serata che unisce antiche tradizioni pagane e cristiane e la “norma” vuole che si faccia una tortellata convivale. Ma non tortelli qualunque…

La tradizione a tavola

Il menu non ammette deroghe: tortelli d’erbetta fumanti “affogati” nel burro e “asciugati” nel Parmigiano; inoltre, per festeggiare al meglio, le persone si riversano nelle piazze e nelle vie della città oltre che negli spiazzi della campagna per consumarne in grandi quantità.

Magari preceduti da un buon piatto di salume o seguiti da prosciutto e melone.

Voi provare a fare i tortelli di erbetta?

La Tradizione di San Giovanni - I tortelli d'erbetta
La Tradizione di San Giovanni – I tortelli d’erbetta

Ingredienti per 4/5 persone:

  • 7 etti delle comuni erbette (bietole da orto)
  • 300 g di ricotta
  • 80 g di burro
  • 2 etti di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 4 uova
  • un pizzico di noce moscata
  • 500 g di farina 0 e sale q.b.

Preparazione per la sfoglia:

Per ottenere un impasto compatto si prepara con farina, tre uova, acqua e sale a piacimento. Tira la sfoglia (non troppo sottile).

Preparazione per il ripieno:

Lava le erbette che devono essere obbligatoriamente fresche e separa le coste bianche dalle erbette. Fai bollire le erbette in acqua bollente e salata. Scolale per bene, (ideale sarebbe cuocerle la sera prima, in modo che per la notte rimangano a scolare), sminuzzale e impastale con la ricotta, aggiungi circa 30 g di burro, il parmigiano e un pizzico di noce moscata. L’impasto deve essere consistente.

La preparazione dei tortelli:

La sfoglia deve avere una misura attorno ai 7 cm e il ripieno va disposto al centro dei quadrati. Ripiega la pasta sopra al ripieno in modo da formare un rettangolo. Premi lungo i bordi dell’impasto affinchè si attacchino bene. Metti a bollire abbondante acqua salata e (consigliamo una lacrima di olio affinchè non si attacchi la sfoglia) cuoci per 16/17 minuti. Scolali con la schiumarola e disponili in un contenitore o pirofila assieme al burro avanzato nei tortelli, sciolto e spolvera con abbondante Parmigiano.

Un’antica tradizione vuole i tortelli d’erbetta Lóngh col so cóvvi, tgnìss sènsa vansàj, foghè in-t-al butér e sughè col formaj. Lunghi con le loro code (molta pasta e poco ripieno), poco cotto che non ne avanza, affogati nel burro, asciugati col formaggio. (è un detto sarcastico, il cui significato è … saranno anche fatti o cotti male ma non ne sono avanzati ….

Cosa ha di particolare da festeggiare questa nottata?

  • E’ nota per essere la notte del tortello (in dialetto parmigiano si scrive La rozäda äd san Zvan) (La rugiada di S.Giovanni)

Un’usanza molto diffusa era quella della raccolta delle erbe di San Giovanni: si diceva che in questa notte e bagnate dalla rugiada moltissime erbe avessero funzioni farmacologiche. Un proverbio romagnolo dice “la guaza ‘d San Zvàn la guarès ogni malàn” (la rugiada di San Giovanni guarisce tutti i mali).

Si riteneva addirittura che chiunque si bagnasse con la rugiada durante questa magica notte si dotava di una barriera in grado di difendere da ogni tipo di acciacco o malanno.

Alcune erbe erano ad esempio

  1. l’iperico dai fiori gialli per proteggersi dalle sventure
  2. l’artemisia contro il malocchio
  3. la meta bagnata come garanzia per una lunga vita
  4. la salvia per proteggersi dalle creature malvagie
  5. il semplice rosmarino che, raccolto e appeso davanti alla porta di casa teneva lontano diavoli e streghe.
  • Inoltre, con queste piante era possibile fare l’”acqua di San Giovanni”; se raccolte nella notte fra il 23 e il 24 giugno, messe in una mastella colma d’acqua e lasciato fuori casa per tutta la notte aveva il potere di aumentare la bellezza e preservare dalle malattie.

Mentre allo stesso tempo poteva difendere dal malocchio, l’invidia e le fatture, soprattutto quelle pronunciate contro i bambini.

Insomma, un vero e proprio rito non solo per avere bellezza ma anche per le proprie fortune: infatti la tradizione vuole che si deve cogliere un ramo di felce e tenerlo in casa per aumentare i propri guadagni.

Allo stesso scopo si deve comprare l’aglio perché: “Chi non compra l’aglio di San Giovanni, sarà poveretto tutto l’anno!”

Il nocino

Un altra tradizione ancora oggi molto sentita  nelle notte di San Giovanni è il nocino.

Questo liquore si prepara con le noci verdi, non ancora mature: infatti vanno raccolte proprio la notte di San Giovanni perchè si narra che essendo bagnate dalla benefica rugiada e possibilmente da mani femminili siano di buon auspicio per la riuscita del nocino.

La ricetta vuole che siano lasciate poi in infusione in alcool puro, zucchero e altri ingredienti diventando così un liquore forte, aromatico, ideale come fine pasto.

e per finire…

Tante sono le tavolate che questa serata vedranno sedute molte persone: molto sentita questa tradizione in Emilia, non solo a Parma, e molte iniziative nei locali o ristorante, meglio se all’aperto. Una bella serata in compagnia brindando alla tradizione, come piace fare tanto a noi!

Condividi:

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email
4 camping e 3 itinerari

Scarica la nostra nuovissima guida!

Ti portiamo alla scoperta di 3 fantastici itinerari tutti da vivere!
Abbiamo anche selezionato 4 Camping che renderanno la tua esperienza ancora più memorabile!