dove mangiare a parma

Itinerario Parma Insolita in camper

Scoprire una grande città vuol dire molte volte visitare i maggiori punti di interesse, i classici monumenti che a Parma vuol dire sicuramente:

  • Duomo
  • Battistero
  • Teatro Farnese

Sono luoghi bellissimi, ricchi di storia di fascino e di arte.

Invece con questo itinerario ti accompagniamo a vedere una Parma Insolita in camper, che normalmente non si visita e non si racconta quasi mai.

E’ una Parma ricca di tradizioni e storie legate ad una donna che ha fatto grande il nome della città; racconti di borghi e di botteghe storiche che ancora presenti, si possono conoscere e di due musei legati a due prodotti tipici.

Iniziamo allora questo racconto

Al mattino al Museo Glauco Lombardi

Museo Glauco Lombardi
Museo Glauco Lombardi

Sei in pieno centro storico di Parma, di fronte al Palazzo della Pilotta: entri nel Museo che trae origine e nome dal professor Glauco Lombardi che raccolse documenti e cimeli del periodo del ducato di Maria Luigia.

Il Museo ospita oltre mille reperti in diverse sezioni e ci racconta la vita anche personale e quotidiana, di Maria Luigia.

Ti domanderai a questo punto, chi era Maria Luigia? Perché è spesso associata a Parma?

Ti raccontiamo brevemente che non ha origini parmigiane, ma che ha amato molto i suoi cittadini.

E’ infatti ricordata come “buona duchessa”.

Leggi il nostro articolo Museo Glauco Lombardi

Pranzare in città

Siamo arrivati quasi ad ora di pranzo, uscendo dal museo puoi andare alla ricerca di una piccola pausa per il pranzo.

Ti consigliamo di fermarti in uno dei diversi locali che propongono in centro storico degustazioni (a tal proposito ti consigliamo Soste e Gourmet a Parma)

Al pomeriggio la passeggiata in centro

Fontana del Trianon Parco Ducale - Parma
Fontana del Trianon Parco Ducale

Puoi proseguire la visita di Parma e avvicinandoti al Parco Ducale, attraversando a piedi i voltoni del Palazzo della Pilotta, oltrepassando il Ponte Verdi: entri in quello che è considerato da tutti i parmigiani, il luogo dello svago e della tranquillità.

Il Parco Ducale ha un’estensione di mq.208.00, polmone verde della città ed occupa una parte del quartiere chiamato Oltretorrente.

Abbiamo alla destra il palazzo Ducale, oggi sede dei Ris, e percorrendo i viali troviamo fontane, statue  dell’artista francese Boudard di spirito neoclassico e i bellissimi platani voluti dalla Duchessa per abbellire il parco.

Troviamo alla fine del viale la peschiera al cui centro si trova un isolotto con la monumentale Fontana del Trianon.

All’interno del parco ci sono le serre nelle quali vengono coltivate e conservate le viole.

Le viole di Maria Luigia

Si perchè dei tanti fiori di cui amava circondarsi la duchessa, le viole erano tra le preferite diventando così il simbolo della città.

Sappiamo infatti che sia nell’orto botanico della città che nella residenza estiva di Colorno, a venti km da Parma,  amava coltivarle e prendersene cura.

A Maria Luigia ed al suo amore per questo fiore si deve l’esistenza del profumo “Violetta di Parma”: fu lei ad incoraggiare e a sostenere le ricerche dei frati del Convento dell’Annunciata, che dopo un lungo e paziente lavoro, riuscirono ad ottenere dalla violetta e dalle sue foglie un’essenza del tutto uguale a quella del fiore.

I primi flaconi di Violetta di Parma, prodotti grazie alla abilità dei frati erano unicamente destinati all’uso personale della Duchessa Maria Luigia.

Fu da questi stessi frati che verso il 1870 Ludovico Borsari ebbe la formula segreta, sempre gelosamente custodita, per la preparazione di quel profumo ed ebbe per primo la coraggiosa idea di farne una produzione da offrire ad un pubblico più vasto.

Inizia così la carriera il futuro cavaliere Ludovico Borsari, che trasformerà la sua iniziativa nella prima grande industria italiana di profumi, nota in tutto il mondo.

Abili creatori realizzarono scatole e confezioni preziose e soprattutto bellissimi vetri lavorati, che caratterizzeranno la produzione Borsari 1870 per oltre un secolo.

Puoi trovare in città una bottega storica, in Via Repubblica, all’interno del quale troverai ogni ricordo, ogni pensiero e oggetto ad esso dedicato.

E’ un profumo sicuramente particolare, che non a tutti può piacere. Lo ricordiamo specialmente indossato dalle nonne parmigiane, per le quali era tradizione averne una bottiglietta.

Violetta di Parma
Violetta di Parma

Piazza Ghiaia

Continuiamo la nostra passeggiata verso Piazza della Ghiaia a fianco del Palazzo della Pilotta: oggi la vediamo come una piazza coperta da una vela, ma originariamente non era così.

Dobbiamo pensare che in origine al posto della piazza scorreva il torrente Parma, (oggi lo vedi oltre la scalinata ed oltre la strada).

A causa dello straripamento del 1100, fu deviato il suo letto, lasciando in secca l’antico ponte in pietra di origine romana (tutt’ora visitabile) e un’ampia zona ai lati di esso, ricoperta da una grande quantità di detriti e sassi.  Ecco perché è chiamata così, Ghiaia.

Nei decenni successivi la città iniziò ad espandersi con la costruzione di nuovi edifici e da allora la Ghiaia fu destinata per secoli a mercato del bestiame.

Intorno al 1500 il duca Pier Luigi Farnese fece edificare nella piazza il macello pubblico.

Il mercato del bestiame rimase in Ghiaia fino al 1838, quando, per volere della duchessa Maria Luigia, fu costruito il nuovo Foro Boario nella zona dell’odierno piazzale Dalla Chiesa.

Nello stesso tempo, al fine di migliorare le condizioni igieniche delle antiche botteghe sparse nella città e scongiurare la diffusione di epidemie, la Duchessa incaricò di realizzare in piazza Ghiaia le nuove Beccherie, ovvero gli edifici sotto un porticato con 50 colonne su cui si affacciavano 21 botteghe di macellai e una ghiacciaia; al primo piano si trovavano i magazzini. L’edificio fu poi donato al Comune di Parma da Maria Luigia.

Negli stessi anni si spostò nella piazza il mercato della frutta e della verdura, mentre nel 1851 si aggiunse il mercato settimanale cittadino; per facilitare l’accessibilità, nel 1856 il Comune fece realizzare una scalinata in granito collegando direttamente il ponte di Mezzo alla piazza.

Nel 1880 iniziò anche la macellazione della carne equina, mentre tre anni dopo arrivarono i pescivendoli, per i quali furono costruite al centro della piazza due lunghe tettoie metalliche.

(una particolarità di Parma, una antica tradizione e usanza è mangiare al sabato il “caval pist” ossia la battuta di carne di cavallo con un poco di olio e sale.)

Nel 1900, con la costruzione del nuovo macello all’esterno di Barriera Saffi, le Beccherie persero l’originaria funzione e furono destinate a negozi e abitazioni.

Nel 1928, tuttavia, per la creazione del Lungoparma (la strada che oggi divide il torrente e la piazza) l’amministrazione comunale ne decretò l’abbattimento, nonostante feroci polemiche; sotto alla nuova strada è ricavato lo spazio per il mercato coperto da una vela.

Le botteghe storiche in città

Oggi alcune botteghe storiche sono rimaste, come ad esempio in Borgo 20 Marzo, la macelleria, di cui possiamo ancora vedere la tipica entrata originale.

Siamo in centro storico e proseguendo la nostra passeggiata, ci avviciniamo alla Basilica della Steccata, alla statua del parmigianino al centro della Piazza. Alle sue spalle guardiamo un’altra bottega storica di Parma, la cappelleria Cavalieri, ancora nell’insegna Vender.

Grazie alla lunga collaborazione con l’azienda BORSALINO, permette alla ditta di offrire una scelta di cappelli estremamente completa e ricercata, con modelli dal 1940 ad oggi.

Proseguiamo invece a vedere cosa è la Duchessa di Parma: ne abbiamo parlato in un nostro recente articolo e puoi andarla a gustare in una pasticceria in via Pisacane, proprio a fianco del Museo Glauco Lombardi.

Vedrai con i tuoi occhi quanto è bella e come rappresenti bene la amata Duchessa.

Continuiamo la scoperta delle botteghe storiche e dirigendoti verso via Farini e poi in Borgo Giacomo Tommasini, potrai scoprire un negozio di biodiversità agricola di recente costruzione: il Rural.

Al suo interno trovi la raccolta di molti prodotti tipici, varietà antiche che gli agricoltori custodi hanno pazientemente ripreso e coltivato nuovamente. Uno di questi il Riccio di Parma, il pomodoro con una origine molto antica, si pensa persino del 1800. Parliamo del pomodoro anche grazie ad un Museo.

In questo circuito troviamo anche diversi produttori che hanno scelto di far parte della nostra famiglia con l’accoglienza camper, al fine di sostare da loro e scoprire così le storie di produzione e tradizione delle loro attività di recupero biodiversità.

La nostra giornata termina con il rientro in area di sosta. Una bella giornata ricca di storia e cultura tra prodotti di alta qualità ed eccellente enogastronomia.

Domenica mattina

Ti consigliamo con il camper lo spostamento a due musei del cibo, adiacenti nella struttura dell’antica Corte di Giarola a Pontescodogna di Collecchio, nelle prime colline parmensi.

Puoi sostare con il camper nel parcheggio e a piedi entrare nella corte.

E’ stata costruita come presidio fortificato a controllo del vicino guado di un ramo della via Francigena attraverso il fiume Taro;

a causa della sua prossimità al corso d’acqua, la località era conosciuta col nome di Glarola, forse di origine latina, in riferimento alla grande quantità di ghiaia depositata sulle sponde.

Successivamente viene trasformata in una corte agricola indipendente, con mura e dotata di abitazioni, stalle, caseificio e mulino alimentato dalle acque del canale Naviglio;

in seguito alla soppressione degli ordini religiosi  la tenuta è confiscata dal governo francese e affittata a imprenditori agricoli.

Gli abitanti della struttura dedicarono parte dei terreni circostanti alla coltivazione di pomodori e costruì in adiacenza una fabbrica di conserva e un moderno caseificio con annesso allevamento di suini, affittati a conduttori esterni.

Durante la seconda guerra mondiale, la corte è colpita dai bombardamenti degli aerei alleati danneggiandola fortemente.

La fabbrica conserviera è venduta nel 1957 all’imprenditore Ercole Azzali; pochi anni dopo viene però chiusa, mentre il caseificio sopravvisse ancora per qualche tempo.

Dopo la cessazione dell’attività, nel 1998 la corte e le strutture annesse sono acquistate dall’Ente Parco Fluviale Regionale del Taro che ne avvia i lavori di ristrutturazione, adibendo parte dell’edificio a propria sede.

Nel 2007 sono avviati i lavori di sistemazione dell’ala ovest, ove all’interno delle antiche stalle trova spazio nel 2010 il Museo del pomodoro.

Nel 2013 il cantiere dell’ala ovest è completato recuperando anche l’antico pastificio e il mulino; l’anno seguente gli ambienti diventano la sede del Museo della pasta.

Nel 2014 inoltre è ricostruito il tetto della chiesa di San Nicomede.

Museo del pomodoro

Museo del Pomodoro
Museo del Pomodoro

Il piano terreno dell’ala ovest, originariamente occupato dalle stalle della corte, sotto al porticato trovi l’accesso al Museo del pomodoro; il percorso espositivo è suddiviso in sette sezioni dedicate alla storia del processo di lavorazione del pomodoro.

Ecco che scoprirai come uno dei prodotti, il Riccio da Parma è stato così importante per la storia della città, come questo bene così semplice, ha fatto grande la storia industriale cittadina e oltre i confini nazionali.

Moltissime le particolarità, le latte, la loro costruzione, (chi lo avrebbe mai pensato venissero fatte all’epoca, una ad una?), la collezione di apriscatole, poi gli stabilimenti importanti a quello che oggi è considerato uno dei prodotti di eccellenza gastronomica italiana a livello mondiale.

Museo della pasta

Museo della Pasta
Museo della Pasta

Ci spostiamo poi al primo piano che ospita nei grandi ambienti dell’antico granaio il Museo della pasta; il percorso espositivo è suddiviso in sei sezioni dedicate al grano e alla storia del processo di produzione della pasta.

Troviamo

  • la spiegazione di come è composto un chicco di grano
  • agli attrezzi di una volta
  • ai mulini ad acqua e a come lavoravano
  • a finire poi alla parte più meccanica, quindi industriale

Ad oggi la più grande azienda su territorio parmense che porta la pasta come prodotto di qualità a livelli mondiali è Barilla.

La particolarità del Museo sta anche nella ricca collezione di rotelle per fare la pasta sfoglia: immagina quanta tradizione è passata attraverso questi oggetti, semplici.

Il pranzo

Adiacente alle mura della corte trovi il ristorante Corte di Giarola, dove specialmente alla domenica, occorre prenotare i posti per tempo. La cucina propone piatti della tradizione e la specialità sono ben 12 varietà diverse di tortelli ripieni. In estate è piacevole mangiare all’aperto nell’antica corte. Ideale anche per gruppi di persone e camper.

Il pomeriggio ci spostiamo a ..

Museo Guatelli
Museo Guatelli

far visita ad un altro Museo particolare: il tragitto è breve.

E’ la raccolta quasi compulsiva (così ai giorni nostri potremmo definirla) di moltissimi oggetti da parte di un maestro elementare.

Stiamo parlando del Museo Ettore Guatelli: una collezione, una raccolta di una varietà infinita di oggetti, divenute poi opere d’arte esposte su pareti, porte, soffitti, ogni angolo e ogni centimetro fosse possibile esporre, con ingegnosa precisione e semplicità.

Entrerai in un mondo che neppure pensavi esistere.

Il tuo viaggio alle storie e tradizioni di Parma e provincia, è terminato: speriamo ti sia piaciuto. Il nostro compito di farti conoscere una Parma Insolita in camper è compiuto.

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