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Itinerario da Modena a Toano: ecco che cosa vedere

L’itinerario da Modena a Toano è perfetto per chi desidera concedersi una giornata di relax, alla scoperta del patrimonio culturale e gastronomico della bella Emilia. Dopo l’arrivo a Modena, consigliamo di lasciare il mezzo nel parcheggio scambiatore di Piazza Giovani di Tien An Men e a piedi, circa 20 minuti, si può raggiungere il delizioso centro storico della città. Tra i punti di attrazione da non perdere spiccano il Duomo, Piazza Grande e il Palazzo dei Musei: a questo proposito, le visite ai Musei e al Palazzo di domenica sono possibili, tramite la prenotazione all’ufficio del turismo che si trova sotto i portici. Procedendo si può raggiungere un altro luoghi simbolo della città, Piazza Roma e visitare il Palazzo Ducale in cui ha la sede la famosa Accademia Militare.

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Dopo una mattina trascorsa passeggiando, alla scoperta di questi tesori di inestimabile lavoro, arriva il momento del pranzo, ideale per gustare alcuni dei piatti tipici della tradizione emiliana. Il centro storico di Modena offre un’ampia scelta di trattorie e ristoranti in cui gustare un ottimo tagliere di salumi con le tigelle, accompagnato da un bicchiere di vino rosso. Dopo aver ripreso il camper, si parte alla volta dell’Appennino, con l’obiettivo di visitare una Pieve. L’itinerario da Modena a Toano prevede di attraversare molti paesi della provincia come Rubiera, Casalgrande, Castellarano e Cerredolo. In caso di necessità segnaliamo che sia a Rubiera che a Castellarano ci sono aree di sosta con la possibilità di scarico.

Pieve Romanica di Santa Maria in Castello, Toano

Dopo circa un’ora e mezza di viaggio si raggiunge Toano: è possibile lasciare il mezzo nel parcheggio della scuola elementare Ugo Foscolo, solo per il parcheggio e non per la sosta. Dopo una piacevole passeggiata si raggiunge la splendida Pieve Romanica di Santa Maria in Castello: eretta oltre mille anni fa a 944 metri di altitudine, la Pieve nel Medioevo era racchiusa entro le mura del Castello che Bonifacio di Canossa, il padre di Matilde, fece costruire. Considerato uno degli esempi più belli di romanico presenti sul territorio appenninico, nonché un luogo a cui la comunità, e non solo quella religiosa, è profondamente legata, purtroppo nel 1944 alcune truppe tedesche in ritirata appiccarono il fuoco a tutto l’edificio. L’incendio provocò la completa distruzione del tetto, dei mobili, dell’arredo e ancora ad oggi rimangono tracce sull’abside e sui capitelli. Nel 1951, dopo il restauro, fu riaperta a luogo di culto. Molto semplice l’interno come l’esterno, in questa sua semplicità è, tutt’ora, un luogo di preghiera particolarmente sentito: inoltre è circondata da una natura autentica e assolutamente travolgente. Chi ha ancora un po’ di tempo a disposizione per proseguire il suo viaggio può raggiungere il Castello di Carpineti e trovare l’area di sosta. Del castello è rimasto solo un rudere, ma alcune parti sono ancora visitabili e le informazioni sono sul sito.

Nel sito www.castellodicarpineti.it

Dal Castello è possibile riprendere la strada statale 63 e ritornare verso Reggio Emilia: un’itinerario ideale per una giornata all’insegna della storia e della natura della nostra amata Emilia.

 

 

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