Corteo Storico Quattro Castella

Il Castello di Bianello e il fantasma

Nella nostra Emilia numerosi sono i castelli visitabili e moltissimi ancora oggi abitati da fantasmi e il Castello di Bianello è uno di questi. Hai abbastanza coraggio da fare la visita guidata e magari avvertirne la presenza senza averne paura?

Cominciamo con il raccontarti che siamo sulle prime colline reggiane a circa mezz’ora di camper da Reggio Emilia e ti portiamo all’interno del Castello di Bianello dove sembrerebbe che, ancora oggi, sia abitato da inquietanti presenze.

Una testimonianza ne è la fotografia di uno specchio dove ci sarebbe riflessa una dama, fatta da una turista mentre stava partecipando alla visita guidata.

Il territorio

Siamo nel Comune di Quattro Castella, cittadina conosciuta per la tranquilla villeggiatura e per le verdi colline che in primavera sbocciano e ritornano rigogliose.

Il paese ospita quattro colli Monte Vetro, Bianello, Monte Lucio e Monte Zane dove sorgono altrettanti Castelli, ma solo Bianello si è conservato integro nella struttura e intatto.

Queste sono le terre di Matilde di Canossa, Vicaria Imperiale dell’Imperatore Enrico V e figura controversa ma di spicco nel Medioevo per la forte cultura e importante presenza e peso per le decisioni nella lotta delle investiture, tra il Papato e l’Imperatore.

Proprio all’interno del Castello di Bianello sono stati ospiti Papa Gregorio VII ed Enrico IV e famosa è stata “L’umiliazione di Canossa” dove per tre giorni Enrico IV, vestito di sola lana e a piedi nudi, rimase fuori dal Castello in attesa della revoca della scomunica.

Il Castello di Bianello è situato all’interno della splendida OASI LIPU fortemente voluta dal Comune e all’interno del quale si possono percorrere numero sentieri naturalistici, grazie al centro visite aperto tutti i week end dell’anno dalle 09 alle 18. Per informazioni si può telefonare al numero 0522-887904

Come visitare il Castello

Il castello è visitabile da Primavera ad Autunno, non in inverno perchè è chiuso. Puoi farlo attraverso le guide di Ideanatura che attraverso la visita guidata ti accompagneranno alla scoperta di questo incantato e misterioso luogo. L’unico accesso per andare sino in castello è attraversare una parte dell’Oasi e in salita, arrivare al cancello di ingresso. Il percorso è ghiaiato e offre scorci meravigliosi di un panorama spettacolare e se durante la salita sarai stanco, ci sono delle comode panchine dove potrai godere della visuale e prendere respiro.

Appena varcherai il cancello trovi alla tua destra l’ex Oratorio di San Giovanni e all’interno il punto informazioni e biglietteria. Dopo qualche gradino ancora ti trovi nella terrazza del castello, alla tua destra il panorama del calanchi.

Una curiosità dei calanchi

I calanchi a Bianello
I calanchi a Bianello

I geologi ci dicono che sono solchi del terreno argilloso a lama di coltello creati dall’erosione del terreno.

La leggenda vuole però che siano chiamati anche “artigli del diavolo” perchè tanto era il potere di Matilde di Canossa, che il diavolo scese a patti con lei e con le sue zampate dei suoi artigli graffiò la roccia, creando appunti i calanchi. Non sappiamo se è vero ma certamente sappiamo che Matilde era una donna molto influente e molto religiosa. Sicuramente questi solchi non davano la possibilità al nemico di creare degli accampamenti oppure di essere una strada per infiammare ancor più le sanguinose battaglie del tempo.

La visita del Castello

Si accede ad un corridoio dalla porta di ingresso e l’occhio cade sulla meravigliosa porta a vetro con alcune sedie, come se qualcuno ci stesse aspettando. Si sale lungo la scalinata per arrivare all’appartamento affrescato e ammobiliato. Chi è amante delle visite nei Castelli non può non pensare a quanti discorsi hanno ascoltato queste pareti e quante importanti decisioni sono state prese. Si percorrono poi le stanze da ballo, le stanze da letto e proprio in una di queste c’è lo specchio dove la turista ha fotografato il riflesso della dama. La fotografia c’è, quindi non ci sono dubbi! Il fanstasma si è materializzato.

Continuiamo la visita con le cucine ristrutturate e gli oggetti, ancora dell’epoca. Bellissimi i trompe l’oeil nelle pareti e sulle porte, ci regalano una sensazione di inganno dell’occhio, una ampiezza di panorama ancora più vasta. Bellissimo poi il panorama dall’alto e gli oggetti mantenuti nel tempo. Il pavimento originale e la cappellina ci ricordano quanto Matilde fosse religiosa e devota alla figura del Papa.

Terminiamo la visita ritornando al punto di partenza, alla discesa della scalinata e alla nostra porta a vetri. E’ una visita fanstastica, che ci racconta di una donna che nel tempo da alcuni è stata esaltata come una santa, tanto più che è l’unica donna Santa ad essere sepolta in San Pietro a Roma. Chi l’ha denigrata perchè si diceva fosse l’amante del Papa, ma chi ne ha fatto anche un simbolo femminista data l’enorme importanza per l’epoca.

Questo castello è uno dei suoi simboli e molti altri ce ne sono, tra Reggio Emilia, Mantova, Lucca si dice infatti che Matilde perse una scommessa con il Papa, chiedendo 100 tra chiese, ostelli, pievi, ma arrivò a costruirne solo 99.

Imperdibile è l’evento collegato al Castello di Bianello, la rievocazione storica solitamente rappresentata verso la fine di maggio, durante il quale si porta in campo il momento storico della rinfeudazione dei poteri da Enrico V a Matilde di Canossa. Di seguito il riferimento per il Corteo

Come raggiungere Bianello e dove sostare con il camper:

Per arrivare a Bianello, all’uscita della autostrada prendere le direzioni Quattro Castella e hai due possibilità di sosta:

  • all’interno del Parco del Melograno, accedendo da Via Don Luigi Sturzo, c’è un piazzale ma non è attrezzato.
  • nel piazzale della Chiesa di Sant’Antonio, ai piedi del Castello proseguendo sulla Provinciale 78, anche questo non attrezzato.

Ti forniamo i riferimenti per la tua visita e ti diciamo che è anche possibile cenare al ristorante adiacente al Castello, ma anch’esso sarà aperto da Marzo. Qui potrai gustare i prodotti tipici del territorio e gustare così gnocco fritto, salumi, buon lambrusco unito da buoni primi legati alla tradizione reggiana.

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