Il Bensone Modenese

Il Bensone modenese, la sua storia, i miei ricordi

Si sta avvicinando il Natale, e con lui tutte le tradizioni gastronomiche legate alla mia regione e alla mia città: l’Emilia Romagna e Modena.

Durante le festività la nostra gastronomia è un tripudio di golosità infinite, tra queste, la tradizione vuole, che su ogni tavola arrivi a fine pasto il BENSONE MODENESE.

Abbiamo chiesto ad un’amica camperista modenese, se avesse voglia di condividere con noi, e con voi tutti i suoi ricordi di dolci natalizi dell’infanzia. Ne sono nati un piccolo racconto e la ricetta, che pubblichiamo volentieri.

Ringraziamo quindi Raffaella Caselgrandi per la sua disponibilità e l’autorizzazione a pubblicare.

Il Bensone modenese, la sua storia, i miei ricordi

I miei ricordi legati a questo dolce, mi portano a quando, da bambina, la nonna e la mamma preparavano il bensone in occasione di ogni festa importante, ma anche la domenica capitava che il profumo di questo dolce raggiungesse la mia camera, dove ancora sonnecchiavo, e vi assicuro che il risveglio cullato da questa dolce fragranza mista di vaniglia, zucchero e limone, si trasformava in una vera poesia.

Al termine del pranzo domenicale, quindi, arrivava sulla tavola il bensone con quei granelli di zucchero sopra e la mamma mi concedeva un po’ di lambrusco (proprio un goccino eh!!) allungato con l’acqua, dove “pucciavo” il bensone come facevano i grandi (loro però avevano la fortuna di avere il bicchiere pieno di lambrusco!!), era proprio una goduria!

STORIA ED ETIMOLOGIA DEL BENSONE

Il Bensone, in occasione della festa patronale dei fabbri e degli orafi, veniva loro offerto, dalla comunità modenese; questo nel XIII secolo. Questo dolce, originariamente, veniva preparato con la farina di grano “solo” macinato, senza cioè aver subito un’ulteriore fase di lavorazione. Per questo motivo, sembra che l’etimologia del nome derivi dal francese “pain de son” cioè “pane di crusca”. L’origine del nome “bensone” potrebbe invece provenire, secondo alcuni, dal fatto che questo dolce fosse presente sulle tavole dei modenesi, in occasione di “feste religiose”; succedeva infatti che durante le funzioni, ci fosse l’usanza di fare benedire in chiesa il dolce, da qui il “ Pane di benedizione” dal francese “pain de bendson”, ancora oggi ci sono nonne che preparano piccoli bensoni impacchettati, da donare agli invitati in occasione della comunione e della cresima dei nipoti.

La ricetta antica ed originale prevedeva questi ingredienti:  farina, latte, uova, burro e miele, quest’ultimo ingrediente fu poi sostituito dallo zucchero di canna e poi da quello di barbabietola.

La forma di questo dolce è ovale; è molto semplice da fare e si gusta tagliato a fette spesse ed imbevuto nel lambrusco. L’incontro di questi due prodotti tipici emiliani forma un connubio perfetto! Da provare!!

E’ vero però che il bensone si sposa perfettamente anche con una bella tazza di latte o di the, è infatti un dolce molto adatto alla colazione o ad una golosa merenda.

Esistono due versioni del bensone modenese: quella semplice e quella farcita con la marmellata, la ricetta originale prevede comunque che non ci sia nessuna farcitura.

RICETTA

450 gr. di farina 00

140 gr. di zucchero semolato

100 gr. di burro

2 uova + 1 tuorlo per spennellare alla fine

3 cucchiai di latte + un altro se serve

1 bustina di lievito per dolci

scorza grattugiata di un limone

un pizzico di sale

zucchero in granella q.b.

PREPARAZIONE

Prendere una ciotola capiente (io uso la planetaria così impasto direttamente) e versare la farina, il lievito, lo zucchero e la scorza grattugiata del limone.

Dare una mescolata e aggiungere il burro a temperatura ambiente, le uova ed il pizzico di sale.

Impastare ed aggiungere uno alla volta i cucchiai di latte, sempre impastando fino ad ottenere un impasto sodo come quello del pane.

Prendere una placca da forno e foderarla con la carta da forno, appoggiare l’impasto dando una forma ovale e spessa 4-5 cm.

Praticare qualche incisione sulla superficie dell’impasto, spennellarlo con il tuorlo d’uovo e cospargere con la granella di zucchero.

Infornare a forno statico già caldo a 180° e cuocere per circa 40 minuti.

Sfornare e lasciare raffreddare.

Servire tagliato a fette, tipo pane.

 

Colgo l’occasione per augurare Buone Feste a tutti quanti e che possiate godere la dolcezza di questo dolce nel calore della vostra casa insieme ai vostri cari.

 

Raffaella Caselgrandi

 

Condividi: