Dolci di carnevale in camper

Dolci di Carnevale in camper

Chiamale chiacchiere, frappe, intrigoni qui in Emilia, bugie nel Piemonte, sfrappole nel modenese o cenci a Firenze, sempre sono i dolci di Carnevale che puoi portare in camper magari di ritorno da una allegra festa o evento a cui hai partecipato e che non hai resistito dal comperare.

Sappiamo che sin dalla antica Roma si usava friggere queste sfoglie dolci e poi cospargerle di zucchero a velo. Detto ciò, pensa da quanto tempo ne sentiamo parlare e le vediamo dentro a pasticcerie o gastronomie.

Diciamo che è il dolce tipico del periodo carnvalesco che va per la maggiore e che meglio ci accompagna in un viaggio perchè è secco e facilmente si mantiene anche a distanza di giorni (sempre che resista ai palati golosi che avete in camper)

Quali sono in Emilia i dolci di Carnevale da portare in camper

Dolci di Carnevale nel parmense i tortelli dolci
Tortelli dolci

Nel reggiano

Il dolce tipico di Reggio Emilia si chiamano Intrigoni ( intrigòun in dialetto) e sono anche conosciuti come chiacchiere o frappe: fatti con la farina, le uova, zucchero e burro, un pizzico di lievito, un bel bicchierino ricco di sassolino o anisetta, una spruzzata di vino bianco ed ecco che l’impasto è fatto. Tiri la sfoglia sottile, che deve essere liscia ed omogenea, e con la rotella a denti tagli le strisce e che fai dei rettangoli o quadrati poco importa: all’interno di essi, fai uno o due tagli e ogni listarella la fai passare nel taglio che hai fatto (detto così sembra complicato, ma davvero non lo è). Così si forma l’Introgòun e lo fai friggere in olio bollente alcuni minuti, il tempo appena di gonfiarsi e lo metti nella carta per farlo colare dall’olio in eccesso. Quando è freddo aggiungi zucchero a velo e lo mangi.

Nel parmense

Oltre alle già nominate chiacchiere, troviamo a Parma i tortelli dolci: piccoli scrigni di pasta frolla che contengono marmellata “brusca” (aspra, ad esempio di prugne) oppure con alcune varianti ad esempio cioccolata o crema. Piccoli o grandi che siano, è sfoglia di pasta frolla con al centro la marmellata e poi sono cotti al forno. Anch’essi sono buoni con una spolverata di zucchero a velo.

Nel piacentino

Sono chiamate le Sprelle (in dialetto Spreli o Ciàciar) e prendono il nome da chiacchiere che si trovano facilmente in panetterie o gastronomie o pasticcerie. Fatte allo stesso modo di quelle reggiane, qui si aggiunge solo la scorza di limone all’impasto originale.

Ti ricordiamo che affinchè nel nostro viaggio siano mantenute bene devono stare al fresco, meglio se chiuse in un sacchetto di carta (no plastica, perchè diventano molli).

Buon appetito!

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