Collezione Salsapariglia di Reggio Emilia

Collezione Salsapariglia di Reggio Emilia: visita per gli amanti del vintage

In Italia ci sono tanti musei, raccolte, collezioni di auto, moto, trattori camion e tutto ciò che ha le ruote e motori, d’altronde siamo una delle “patrie” più prolifiche sotto questo punto di vista.

Per questo motivo non puoi perderti la visita guidata alla Collezione Salsapariglia, situata in via Provinciale Nord a Bagnolo in Piano.

Però quello di cui ti voglio raccontare è la visita alla collezione di un uomo che della passione per la meccanica ha fatto il sogno della sua vita. Lo ha realizzato, non senza difficoltà, grazie alla sua curiosità, inventiva, caparbietà e ostinazione che contraddistinguono la gente della pianura d’Emilia, terra dura e verace anche se “piatta”, che l’ha cresciuto e dove ancora vive.

La nostra visita, il nostro racconto

Nello Salsapariglia, classe 1926, nella sua bassa reggiana e precisamente a Pieve Rossa di Bagnolo in Piano, ha raccolto molti dei mezzi da lui stesso costruiti e tanto di ciò che, tecnicamente parlando, l’ingegno dell’uomo è riuscito a escogitare per migliorare le proprie condizioni, che siano state di lavoro, di divertimento, di passione… sempre un passo più avanti… in epoche in cui arrivare un minuto prima era come arrivare un’ora prima al giorno d’oggi.

E capirai da solo ascoltando i racconti, gli aneddoti e le spiegazioni tecniche di cui Nello ti farà partecipe mentre ti accompagna nelle sale del museo, quanto la genialità della mente umana lo abbia colpito e portato a mettere insieme tutto quello che vedrai.

Nel museo molto è dedicato alla passione per la meccanica ma una parte raccoglie tanti pezzi di ciò che la tecnica aveva inventato e aiutava le persone a divertirsi nel secolo scorso: quindi vedrai grammofoni e fonografi a partire dal primo decennio del 1900 (tra i quali l’Edison e “la voce del padrone”) provenienti da diversi paesi, vedrai organetti e radio di varie nazionalità (tra cui la “nostra” radio balilla).

Piano terra

Trattori Lesa Collezione Salsapariglia
Trattori Lesa Collezione Salsapariglia

Addentrandoti al piano terra troverai i trattori costruiti dal Cavaliere (perché tale è) e dal suo socio Alceo Leoni: da qui il nome della marca Lesa dalle iniziali dei loro cognomi;

poi si trovano le motoseghe che iniziò a realizzare quando la precedente attività non gli consentì più proseguire a causa della non corretta distribuzione dei prestiti agevolati statali.

Proseguendo nel giro ti troverai davanti alcuni pezzi particolari provenienti dalle “Reggiane”, le officine meccaniche nate a Reggio Emilia e orgoglio della città.

Un breve accenno sulle Reggiane: all’inizio del secolo scorso partirono con la produzione di carri ferroviari di vario tipo proseguendo fra le due guerre con la realizzazione di diversi aerei da caccia passando, nel ’43, da un eccidio perpetrato a scapito degli operai da parte del Regio Esercito.

Negli anni 50, contro i preannunciati licenziamenti, vi fu l’occupazione da parte delle maestranze e conseguenti scioperi, durante i quali studiarono e costruirono trattori agricoli senza percepire lo stipendio;

proseguirono con la produzione di locomotive, motori navali e, fino ai giorni nostri, con la costruzione di gru portuali (loro la Micoperi 30 intervenuta al recupero della Costa Concordia): insomma le Officine Meccaniche Reggiane furono un concentrato di conoscenze, competenze ed un importante pezzo di storia reggiana che non potevano non colpire Nello.

Proseguendo nel percorso del museo troverai un’infinità di motori agricoli detti “fissi” di varia provenienza, anche estera, i quali venivano usati per molteplici attività la maggior parte delle quali venivano svolte manualmente, a braccia per dirla nuda e cruda.

Alcuni esempi

  • l’irrigazione
  • la trebbiatura e legatura del grano
  • la sgranatura
  • la mostatura
  • qualunque altro lavoro potessero svolgere al posto dell’uomo.

Secondo piano

Laurin & Clement Collezione Salsapariglia
Laurin & Clement Collezione Salsapariglia

Lasciando il pian terreno sicuramente Nello ti porterà al secondo piano dove sono in bella mostra le vecchiette, le antenate delle moderne motociclette: veramente tante e tutte con delle particolarità e accorgimenti anche molto differenti tra loro anche se pensati per svolgere lo stesso compito, perché ai tempi la divulgazione della conoscenza avveniva non così velocemente ed agevolmente come succede al giorno d’oggi.

Partendo dalla Laurin & Clement del 1900 che funzionava con i vapori di benzina, troverai la FN 270cc a 4 cilindri in linea longitudinali (non trasversali), poi un’altra FN del 1913 con la trasmissione finale a cardano e ancora la Garelli 350 bicilindrica continuando poi tra marche italiane e straniere sconosciute ai più ma che Nello sarà ben felice di farti conoscere.

Il primo piano

Moto Guzzi Dondolino Collezione Salsapariglia
Moto Guzzi Dondolino Collezione Salsapariglia

Scendendo al primo piano troverai moto più recenti ma non per questo meno importanti: diverse sono da corsa come la Bianchi 500 bialbero del 1938 e la bella Gilera Saturno S.Remo, la Moto Guzzi 500 detta “Dondolino”, il prototipo dello scooter della Fiat del 1938, una Zundapp 4 cilindri boxer e trasmissione finale a cardano e poi tante altre che siano biciclette a motore, scooter, moto inglesi, tedesche, francesi, americane…insomma ti ci perdi!

E non dimenticare: chiedi a Nello e lui toglierà qualsiasi curiosità che sia di questo o di quello perché per quanto possibile, lui ha messo mano a tutti, o quasi, i particolari di queste moto quando le ha restaurate o solamente fatto in modo di renderle funzionanti.

Concludendo il mio consiglio è di andare a fare una visita anche solo per scambiare due chiacchere con Salsapariglia, sicuramente riesce a coinvolgerti con la sua passione infinita per tutto ciò che è la meccanica e l’arguzia dell’uomo.

Come visitare la Collezione Salsapariglia in camper:

E’ molto comoda l’uscita autostradale di Reggio Emilia e proseguire le indicazioni verso Bagnolo in Piano: attraverserai inoltre i famosi ponti di Calatrava e in pochi km sarai al Museo.

E’ possibile parcheggiare davanti, per il solo tempo della visita.

In paese c’è anche la comoda sosta con scarico e rifornimento acqua

Per informazioni sugli orari e i giorni di apertura, ti consigliamo di consultare il sito di riferimento.

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