in camper al castello di Torrechiara

In camper nei Castelli delle Donne, tra misteri e leggende

Tra le province di Parma e Reggio Emilia, ti aspettano misteri, leggende che puoi conoscere partendo per un viaggio in camper alla scoperta dei Castelli delle Donne.

Castelli, rocche, fortezze dell’Emilia e oltre, all’ombra delle loro mura e di importanti dinastie, accanto alle figure maschili che ne decidevano le sorti, c’erano le donne: è proprio tra quei castelli che si nascondono mille storie, misteri e leggende.

Quali castelli delle donne visitare in camper

Alcune donne che hanno fatto grandi alcuni castelli, sono Matilde di Canossa, Maria Luigia d’Asburgo Lorena, Barbara Sanseverino o Bianca Pellegrini: andiamo a scoprire dove abitavano e perchè sono importanti per questi manieri per il territorio.

Rocca di Reggiolo

Sicuramente tra i castelli delle donne una visita la merita la Rocca di Reggiolo, nella bassa provincia di Reggio Emilia: le prime notizie si hanno da Beatrice di Canossa, madre di Matilde, che acquista sei corti e fra queste vi era Razolo, ora Reggiolo, la sua torre e la chiesa di San Venerio da tale Gutfredo. In seguito proprio la figlia Matilde, ne ricorda con affetto quei luoghi e nell’ultimo periodo della sua vita, decise di farne la sua dimora e dall’ottobre 1114 al luglio 1115 la troviamo presente in questo castello di Bondeno, fino alla morte.

Dove sostare in camper: piazzale prima del centro storico

Informazioni storiche della Rocca

Castello di Carpineti

Salendo in camper dalla bassa all’Appennino reggiano arriviamo al Castello di Carpineti; è il castello più amato da Matilde di Canossa, il più alto fra le fortezze Appenniniche, e probabilmente il più sicuro, situato sulla sella rocciosa che domina la valle del Secchia, con il mastio, il dongione e una triplice cinta di mura. La bellezza del panorama incanta ogni visitatore.

Chi era Matilde di Canossa? Grancontessa e vicaria imperiale, nel Medioevo fu potente feudataria e sostenitrice del papato nelle lotte di potere tra quest’ultimo e l’Imperatore: seppe dimostrare una forza straordinaria, sopportando anche grandi dolori e umiliazioni.

Dove sostare in camper: in paese c’è la comoda area di sosta attrezzata e a piedi, se allenati, si arriva al Castello

Informazioni di visita al castello

Castello di Sarzano

Rimaniamo in provincia di Reggio Emilia, scendiamo a valle per soffermarci al Castello di Sarzano: è la rocca più elegante e meglio conservata dell’Appennino emiliano. Rappresenta un crocevia rilevante a metà strada fra Langobardia e Tuscia e la costruzione la si deve agli avi di Matilde. All’interno è possibile ammirare la sala dedicata agli antichi manufatti di pregio, che narravano armonie perdute nella nobile lingua europea dello stile romanico. Inoltre, è possibile ammirare il panorama splendido del versante reggiano. Nelle giornate di sereno, lo sguardo si perde in lontananza.

Dove sostare in camper: si può parcheggiare nel prato accanto al castello

Informazioni del Castello

Castello di Canossa, Rossena e Torre di Rossenella

I castelli delle donne
Il castello di Canossa

Seguendo la Strada Provinciale verso il fiume Enza, troviamo il Castello di Canossa e a seguire, Rossena e la Torre di Rossenella

Canossa è famosa per essere una delle residenze di Matilde e per l’episodio del perdono: nel pieno della lotta per le Investiture e in un inverno rigidissimo, al castello di Canossa dove Matilde ha dato asilo al Papa Gregorio VII, sale con il suo esercito l’imperatore Enrico IV per ottenere dal Papa la revoca della scomunica e il reintegro dei suoi poteri. Per tre giorni sulla neve, fuori dalla cerchia delle mura, a piedi nudi, vestito di soli panni di lana. In questo caso, proprio Matilde ha fatto da mediatrice.

Il Castello di Rossena è stato fatto costruire dal bisnonno di Matilde di Canossa e lo scopo era quello di difesa. Si accede attraverso un arco di pietra, dopo una breve salita e una piccola scala conduce al forte costituito dal nucleo centrale della torre interna. 

La Torre di Rossenella era la torre di avvistamento della zona e la si raggiunge attraverso un suggestivo sentiero: è possibile ammirarla anche al suo interno, così come scoprire il fantasma di Everelina.

Dove sostare: la sosta in camper a Canossa non è consentita, si può parcheggiare per il tempo della visita nel vicino parcheggio del cimitero. Diversamente si può arrivare a Rossena e raggiungerla a piedi, anche se è un tragitto piuttosto lungo. 

Informazioni per il Castello di Canossa, e la Torre di Rossenella al Centro Culturale del Comune di Canossa e-mail: centroculturale@comune.canossa.re.it

Castello di Bianello 

Continuiamo il percorso di questo itinerario in camper e arriviamo al castello di Bianello a Quattro Castella, in provincia di Reggio Emilia. Ancora arredato e particolarmente amato da Matilde di Canossa perché profondamente legato alla figura di Beatrice di Lorena, sua madre, in quanto fu proprio lei ad acquistarlo nel 1044 facendolo entrare nei possedimenti della famiglia. Meravigliosa la visita guidata che permette la scoperta di curiosità e segreti

Dove sostare in camper: ai piedi del Castello, al parcheggio del melograno, accanto al parco giochi (senza servizi) e percorrere il sentiero ammirando la bellezza del panorama sottostante oppure il solo carico/scarico a Bibbiano

Informazioni per le visite guidate

Castello di Torrechiara

Dirigiamoci invece nelle colline parmensi, verso ovest e arriviamo al Castello di Torrechiara: altro Castello altra donna, a cui questo maniero è stato regalato per amore. Nato dal sogno d’amore del conte Pier Maria Rossi per la comasca Bianca Pellegrini, domina dalla sua posizione sopraelevata sulla campagna circostante, regalando – nel trascorrere delle stagioni – visioni sempre diverse. All’interno la visita guidata permette anche di accedere alla favolosa Camera d’Oro.

Chi era Bianca Pellegrini? Era probabilmente la dama di compagnia della duchessa di Milano Bianca Maria Visconti e moglie del cavaliere Melchiorre di Arluno. Conobbe Pier Maria II de’ Rossi, (conte di San Secondo nel parmense) che si innamorò di lei. Pier Maria fece ritorno a Parma e la giovane dama lo seguì. Pier Maria per lei costruì il castello di Torrechiara e la rocca dei Rossi di San Secondo, nella bassa parmense.

Dove sostare in camper: è possibile sostare nel comodo parcheggio ai piedi del Castello e raggiungerlo a piedi tramite la salita.

Informazioni per le visite

Rocca Sanvitale 

Rocca di Sala Baganza
Rocca di Sala Baganza

Residenza preferita da Maria Luigia d’Asburgo Lorena, fu particolarmente legata alla Rocca Sanvitale in quanto la scelse per crescere i due figli. Situata al centro dell’abitato di Sala Baganza, in provincia di Parma, è splendida al suo interno con lo scalone e gli affreschi. 

Chi era Maria Luigia d’Asburgo Lorena? L’imperatrice dei francesi e Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla, la moglie di Napoleone Bonaparte. Amata moltissimo dai parmigiani per le doti comunicative e per le tante opere fatte e le modifiche al territorio apportate, ancor’oggi è ricordata con affetto dai cittadini.

Dove sostare in camper: molto comoda all’area sosta raggiungibile a pochi passi

Informazioni per le visite

Reggia di Colorno

Dalle dolci colline del Baganza, raggiungiamo la bassa parmense: qui nel 1550, Barbara Sanseverino abbellisce il palazzo di Colorno, e arricchisce di un raffinato giardino all’italiana dal disegno geometrico con aiuole, fontane, sentieri e una rete di fitti canali, celebrato dai maggiori poeti dell’epoca, il parco davanti alla sontuosa Reggia. Quel tocco di eleganza e femminilità che ancor oggi ammiriamo in tutta la sua bellezza.

Chi era Barbara Sanseverino? Marchesa di Colorno, nobile di particolare bellezza, si stabilisce a Colorno dopo il matrimonio con Giberto Sanvitale, signore di Sala Baganza.

Dove sostare in camper: accanto alle mura del giardino della Reggia, in via Farnese, senza alcun servizio oppure nella vicina San Polo di Torrile, trovi un punto carisco/scarico.

Informazioni per le visite

Perchè organizzare un viaggio in camper nei Castelli delle Donne

  • Sicuramente per visitare e rendere omaggio alle donne che hanno fatto grandi questi manieri, castelli, rocche e torri, un grazie al loro coraggio e all’amore per questi luoghi, scrigno di misteri e storia
  • Per ammirarne la bellezza e la maestosità, per scoprire segreti, ancora oggi, nascosti tra gli affreschi e le merlature
  • Poi alle volte, non è necessario avere un motivo per mettersi in viaggio… serve la curiosità di conoscere le persone che hanno tanto amato questi luoghi e che sono ancora amate e benvolute tra le genti

Un consiglio: è necessario verificare sempre i giorni di apertura e gli orari, previa telefonata o mail, onde evitare di trovarli chiusi o in orari simili o non accessibili.

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