In camper in Appennino

Alla Scoperta di un borgo in camper

Settembre si sa è mese dei Funghi, e quindi cosa c’è di più bello che salire in montagna per godersi di una bella giornata fra boschi alla ricerca di questo magnifico e gustosissimo prodotto del sottobosco o andare alla scoperta di un borgo in camper per gustarlo ad una bella sagra o festa in compagnia?

Oggi siamo quindi a proporti una visita alla scoperta di un Borgo in camper che fra tutti registra la più importante festa dedicata al Fungo Porcino in Emilia.

Un’anticipazione te l’abbiamo data nel nostro video

La valle è quella del Taro in provincia di Parma e abbiamo deciso di salire e fermarci al Capoluogo di questa parte di Appennino Parmense, che annovera fra i suoi borghi nomi come Albareto Bedonia Compiano  Santa Maria del Taro Tarsogno e il Capoluogo Borgo Val di Taro o, come diciamo noi, Borgotaro.

Panorama
@sagreeborghi.it

Ci troviamo a pochi chilometri dal confine con le regioni Toscana e Liguria. Dai crinali, come dal Passo della Cappelletta a cui si può accedere anche in camper con attenzione alla strada stretta, lo sguardo arriva nelle giornate limpide a scorgere il mare di Chiavari.

Andare alla scoperta di un Borgo in camper, può essere anche l’intervallo piacevole di un viaggio abbastanza lungo o tragitto di autostrada trafficato; nel nostro caso Borgotaro si trova sull’asse della Parma -La Spezia la A15 ed uscendo a Borgotaro, prendendo la Fondovalle in 20 chilometri si arriva proprio al Borgo.

E’ possibile parcheggiare il camper in uno dei parcheggi indicati nel nostro sito , ma se cerchi un’area di sosta dove poi tranquillamente trascorrere la notte, la più vicina è Area Tarolli. Spesso durante le feste è possibile usufruire di un comodo servizio navetta accordandosi con il gestore.

Borgotaro

Ma iniziamo il nostro viaggio alla scoperta di un borgo in camper, raccontandoti brevemente, dove ci troviamo, con l’ausilio di una guida che ci ha accompagnato giorni fa proprio a Borgotaro.

Borgotaro è un paese montano che ricorda una città della pianura emiliana, per la sua schietta urbanistica ortogonale voluta, pare, nel medioevo dal potente libero comune di Piacenza, ma anche per il rapido susseguirsi di palazzi nobiliari che dal XVIII secolo in avanti hanno dominato la scena architettonica del borgo.

Scomparse quasi del tutto le vecchie mura del borgo fortificato e le difese del quattrocentesco castello, la pacifica e minuscola cittadina nasconde un passato fatto di strenue lotte in difesa della propria identità.

Duchi, principi e nobili famiglie si contesero per secoli il controllo di una delle più strategiche località dell’appennino emiliano, crocevia di pellegrini e commerci che univano l’Emilia con la Liguria, la Toscana ed il centro Italia…

(Cit. Giacomo Galli de “Le Visite Insolite” che ci ha sapientemente accompagnato nella visita di Borgotaro)

 

Cosa Vedere a Borgotaro

Facciata Palazzo Boveri
Palazzo Boveri

e ancora:

…Il passeggio per il centro è quindi una scoperta continua di chiese, palazzi e portali scolpiti da maestranze lapicide, che nell’intagliare magistralmente la pietra locale hanno recuperato l’uso di antiche simbologie porta fortuna.

Gli angoli meno noti del paese sono in grado di raccontare attraverso piccoli elementi di cultura materiale anche leggende e storie più nascoste.

Esempi sono: la piccola nicchia usata in passato per deporre nella “ruota” gli scomodi nascituri lasciati in silenzio all’orfanotrofi. La vecchia targa lignea contraddistinta dal numero 3, che segnava il luogo dove un tempo si trovava l’obitorio dell’antico ospedale di palazzo Tardiani, situato proprio nel piazzale a lato di S. Antonino e ospitante per secoli malati e viandanti da ogni dove.. (Cit. come sopra)

Mentre passeggi fra le viuzze ciottolate del centro storico, avendo cura di alzare lo sguardo dalle bancarelle del mercato della Fiera del Fungo  vedrai quindi:

  • Palazzo Boveri, arricchito nel suo frontale da fregi a stucco riportanti gli stemmi di Borgotaro dei Borbone , dei Farnese e altri. Qui infatti sostò la Regina di Spagna, Elisabetta Farnese, durante un viaggio nel 1744
  • Palazzo Tardiani questo edificio era la sede dell’Ex Ospedale e ha rivestito nei secoli questa importante funzione per il paese. Fu gestito dalla Confraternita dei Disciplinati fino alla prima metà del 1900 quando venne annesso alla Parrocchia di S. Antonino. Attualmente ristrutturato, è sede della Comunità Montana delle Valli del Taro e del Ceno.
  • Chiesa di S.Antonino, costruita nel 1226 durante l’annessione di Borgo Val di Taro a Bobbio fu ricostruita diverse volte. Infatti la sua attuale facciata ricostruita nel 1926, nulla ha a che vedere con le costruzioni del 1200. Al suo interno contiene una reliquia del Santo che non è a Piacenza dove S. Antonino è patrono. Per questo motivo il Santo divenne patrono anche di Borgo Val di Taro. Numerosi i dipinti di grande volore all’interno, ma tutto è sovrastato dal sontuoso organo, un Serassi del XIII secolo.
  • Chiesa di San Domenico della metà del 1400. Fu restaurata nel 1674 e al suo interno contiene alcuni importanti dipinti fra cui la Strage degli Innocenti e la statua lignea della Madonna del Rosario del 1500 che ogni anno viene portata in processione durante la Festa della Madonna del Rosario.
  • Palazzo Manara. Lo si riconosce per il colore spiccatamente rosso ed è ubicato verso la fine del centro storico vicino alla chiesa di S.Antonino. Questa nobile famiglia di origini piacentine si trasferì a Borgotaro e qui costruì il palazzo nel 1711, come riportato sopra l’arco di ingresso. La particolartà di questo palazzo sta nei decori a portoni e finestre a “Bugnato” in punta di diamante a doppia fila. Molto di moda all’epoca stava ad indicare l’importanza economica della famiglia.
  • Palazzo Bertucci . Importante palazzo della seconda metà del 1700 è su cinque livelli, e domina la parte del Borgo che si affaccia sul Taro. Si potrebbe quasi dire che la famiglia Bertucci costruendo il proprio palazzo lì, volesse accogliere quanti arrivavano al Borgo, con la magnificenza del ruolo della propria nobiltà.

Ma il nostro viaggio alla scoperta di un borgo in camper continua con la gastronomia.

Borgotaro e la gastronomia

Cesto Porcini
Fungo Porcino IGP

Se programmi  Borgotaro in settembre di certo devi farlo in concomitanza con la festa più importante della vallata: La Fiera del Fungo Porcino di Borgotaro IGP.

Due fine settimana ricchi di eventi, attività e degustazioni, attirano turisti sia dal territorio che oltre.  Molti gli stranieri che arrivano qui per fermarsi in settembre e degustare gli ottimi piatti della tradizioni a base di funghi.

Se sei interessato al programma dell’evento, clicca qui .

Borgotaro vanta la denominazione di IGP unica al mondo per il Fungo Porcino. Tutto il territorio boschivo di questa parte di Appennino, con una stagione ideale, regala un prodotto unico dal profumo inconfondibile. Stiamo parlando di una zona compresa fra i Comuni di Borgotaro, Albareto e il toscano Pontremoli. Un’estensione complessiva di 33.000 ettari di zona boschiva, di cui 8.800 nel comune di Albareto e 8.900 nel comune di Borgotaro.

E a proposito di funghi, se ami le tagliatelle ai funghi hai letto il nostro articolo?

Pasta sfoglia in camper

Oltre al fungo puoi anche fare un tour del gusto fra le vie del paese. Ti parliamo di:

  • Pasticceria Steckli una storia che viene da lontano: dalla Svizzera dove si creavano dei dolci meravigliosi. Il signor Steckli negli anni Venti, decise come altri, di emigrare dalla terra d’origine di pasticceri e droghieri engadinesi e approdò a Borgotaro. Qui in un laboratorio iniziò a produrre un dolce svizzero, l’Amor con la sua crema morbida, delicata e golosa,  che sembra sfuggire ad ogni morso. Due sottili sfoglie di wafer svizzero e nel mezzo una crema fatta con latte uova zucchero fecola e altri ingredienti a seconda del gusto che si vuole dare, e a cui si aggiunge burro sapientemente montato.
  • Il Chisolino un localino dove puoi degustare questo particolare prodotto, il chisolino appunto, fatto con vari impasti. E non sbagliarti a chiamarlo pizza! Qui hanno un occhio di riguardo ai celiaci.

Se vuoi continuare il tuo tour alla scoperta di un borgo in camper, di certo potrai continuare a visitare il territorio, magari leggendo

Appennino Parmense in camper

Ringraziamo per il prezioso contributo e per la visita guidata Giacomo Galli de “Le Visite Insolite” di cui abbiamo pubblicato uno stralcio del suo resoconto.

Se vuoi leggere il suo resoconto completo clicca qui

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