Piatto di riso

I 3 migliori risotti emiliani da fare in camper

    • Quante volte ti è capitato di essere in camper e magari non sai cosa cucinare?
    • Addirittura sei anche in una località di forte tradizione culinaria, come la nostra Emilia, e non hai idee?
    • Peggio ancora, hai ospiti e non vuoi fare brutte figure?

Sei nel sito giusto: ti diamo tre ricette per creare i 3 migliori risotti emiliani che non puoi assolutamente farti mancare in camper.

Ovviamente da noi puoi trovarli nei menù di moltissimi ristoranti locali, ma li puoi tranquillamente cucinare anche tu.

Piatto di riso e asparagi
Piatto di riso e asparagi

Andiamo a scoprirli insieme:

Risotto al balsamico

Iniziamo con il dire che è un risotto molto semplice da mettere in tavola in camper e che sicuramente stupirà i tuoi commensali, specialmente se hai ospiti, perchè è uno delle pietanze più eleganti da presentare.

L’ingrediente principe è il nostro Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia che si ottiene da mosto cotto di uve locali. Richiede un invecchiamento lunghissimo, minimo dodici anni,  in batteria di botticelle di vari legni e a grandezza scalare.  Viene annualmente travasato da botte più grande a più piccola e rabboccato periodicamente.

Si ottiene così un liquido diciamo sciropposo, di colore scuro e dal profumo corposo e forte, ma al tempo stesso dal gusto agro-dolce.

Conosciuto già sin dai tempi dei Romani, sino ad arrivare all’epoca medievale e immortalato dal grande poeta Ludovico Ariosto, è un prodotto prestigioso, che si tramanda di generazione in generazione.

Balsamico perchè importanti le proprietà terapeutiche contro l’indigestione, il morso delle bestie velenose, gli svenimenti. Insomma, è un prodotto speciale che in camper, grazie alle comode bottigliette da 100 cc, non può mancare.

Da qui ottimo dunque l’abbinamento con un risotto, ad esempio.

Ecco la nostra ormai collaudata ricetta per 6 persone

Fai rosolare in una casseruola una piccola cipolla e 100 gr. di burro. Aggiungi circa 500gr di riso (carnaroli è meglio), lo lasci tostare per qualche minuto e lo copri con il brodo caldo (puoi usare il brodo vegetale, meglio però quello di carne).

Al momento del bollore versi circa 3/4 di litro di vino rosso aromatico e corposo, cuoci altri 15 minuti e sempre mescolando aggiungi altro brodo, per non renderlo troppo asciutto, sino a cottura preferita del riso.

Condisci con abbondante Parmigiano Reggiano di almeno 24 mesi di stagionatura (che anche in questo caso in camper, nei comodi sacchetti sottovuoto, non deve mai mancare) e mescolando aggiungi un bicchiere generoso di aceto balsamico. rigiri con l’aiuto di un cucchiaio e servi ben caldo. E’ garantito il risultato!

Abbinamenti

Il risotto all’Aceto Balsamico è ancora più gustoso se lo si abbina ad uno dei vini delle colline reggiane, rosso è meglio, come un buon lambrusco.

Risotto alla Giuseppe Verdi

Altro risotto ricco di buoni sapori ma anche di storia: piatto tipico della provincia di Parma, è un omaggio al nostro grande Maestro natio di Roncole di Busseto.

Grande compositore, ma anche grandissimo amante della buona cucina, Giuseppe Verdi, “Maestro” della lirica italiana conosciuto tutto il mondo, non è solo ricordato per opere memorabili come Rigoletto, La Traviata o Il Nabucco (per citarne solo alcune).

Il suo nome è citato in numerosi manuali di cucina per questa ricetta che non ha origini italiane, bensì francesi nonostante Giuseppina, la moglie del Maestro lo cucinasse spesso. Ma proprio da un racconto fatto ad un amico oltralpe, e la curiosità nell’assaggiarlo qualche anno dopo,  fece sì che lo chef di quest’ultimo dedicasse proprio in suo onore un piatto.

Come si prepara allora il vero risotto alla Giuseppe Verdi, piatto immancabile sulle tavole della Bassa Parmense ma anche nel nostro camper, magari accompagnato dalle sue note?

La nostra ricetta per quattro persone

Iniziamo con 320 grammi di riso Carnaroli, 60 di burro, 80 di funghi freschi, 80 gr di asparagi, pomodori pelati oppure polpa già a cubetti e prosciutto (ovviamente) di Parma, circa 5 centilitri di panna da cucina oppure se volete latte, un litro di brodo di carne, 80 grammi di parmigiano grattugiato (almeno 24 mesi) e mezza cipolla.

Per prima cosa bisogna pulire e tritare la cipolla; poi si devono pulire i funghi, eliminando la punta del gambo e le radici, e lavarli con un panno umido prima di tagliarli in fettine molto sottili. A questo punto si passa agli asparagi: bisogna tagliare i gambi e far cuocere le punte in acqua bollente per circa cinque minuti. I pomodori pelati vanno invece ridotti a cubetti (oppure utilizzi la polpa già a cubetti), mentre il prosciutto crudo va tagliato a listarelle.

Sulla fiamma di media intensità prendi una padella larga con metà del burro: una volta sciolto, si aggiunge la cipolla e poi il riso da far tostare a fuoco vivace per un minuto, continuando a mescolare. Quindi si mettono i funghi, il prosciutto, gli asparagi e i pomodori a cubetti; versi il brodo un mestolo e si continua a mescolare. Dopo circa otto minuti si aggiunge la panna.

Altri otto minuti di cottura e si può finalmente togliere il tutto dai fornelli, utilizzando il burro rimasto per amalgamare il risotto, e condisci con abbondante Parmigiano Reggiano. Mescoli tutto per bene, fino a far assumere al risotto una consistenza densa e cremosa, e lo servi immediatamente.

Abbinamenti

Il risotto alla Giuseppe Verdi è ancora più gustoso se lo abbini ad un vino bianco o rosso a scelta, importante che sia ricco e corposo, come un buon Merlot oppure una Malvasia

Ris e Vartis

Siamo in territorio piacentino e questa è una ricetta di tradizione, che come ingrediente principale vede i “vartis”, cioè i germogli del luppolo selvatico, una pianta spontanea rampicante, che cresceva lungo le siepi incolte delle ferrovie.

Parlando con alcune persone che tempo fa le raccoglievano, non è più così facile trovarli e allora si utilizzano gli asparagini selvatici in dialetto chiamati anche sparaseina o sparas salvedagh, che si possono trovare nelle botteghe degli ortolani di quartiere.

Proviamo a preparare insieme questa ricetta

Gli ingredienti sono 100 gr di riso (per persona), 50 gr di vartis (per porzione), brodo vegetale o di carne, un bicchiere di vino bianco secco (meglio se ortrugo), olio, noce di burro, formaggio Grana Padano grattugiato (almeno di oltre 16 mesi) e per finire una cipollina.

Per prima cosa occorre far rosolare la cipolla nell’olio, aggiungere il riso che deve essere tostato e sfumato con il vino, per poi continuare la cottura versando poco per volta il brodo caldo, in modo tale da non farlo asciugare.

Arrivati ai tre quarti della preparazione si aggiungono i vartis, prima i gambini e poi le punte (più tenere).

Una volta terminata la cottura il riso deve essere mantecato con il burro e il formaggio grattugiato e lasciato riposare qualche minuto prima di servirlo.

Abbinamenti

Il risotto ai vartis vede un buon abbinamento come una Malvasia frizzante oppure un Ortrugo frizzante.

Le nostre conclusioni:

Il risotto è un classico nella tradizione emiliana, ma non solamente; moltissime poi le varianti con innumerevoli ingredienti. Questi che abbiamo scelto però sono a nostro avviso quelli più appetitosi e anche più semplici da fare, specie se non avete moltissimo tempo.

Se per qualche motivo non trovate gli asparagi o l’Aceto Balsamico perchè l’avete finito, non vi rimane altro da fare che un buon classico Risotto alla Parmigiana, con il riso, il burro la cipollina dorata e una bella spolverata di Parmigiano Reggiano, che come sempre consigliamo di almeno 24 mesi.

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